GUBBIO AL TEMPO DI GIOTTO , TESORI D'ARTE NELLA TERRA DI ODERISI. 7 LUGLIO - 4 NOVEMBRE

07 Luglio 2018

La grande mostra ‘GUBBIO AL TEMPO DI GIOTTO. TESORI D'ARTE NELLA TERRA DI ODERISI’, apre i battenti al pubblico oggi sabato 7 luglio fino al 4 novembre. «E’ un progetto ambizioso che come amministrazione ho fortemente voluto, insieme all’assessore alla Cultura Augusto Ancillotti, un evento epocale ? ha commentato il sindaco Filippo Mario Stirati alla conferenza stampa di presentazione ? come non si vedeva da tempo a Gubbio. E’ il frutto di un grande lavoro di squadra, alla cui riuscita hanno contribuito in molti, non solo i promotori ma anche tanti sostenitori e sponsor. E’ un’operazione di grande rilievo scientifico e di recupero di opere che ci restituisce l’immagine di una città di media grandezza ma di grande rilievo politico e culturale, a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento. Tre le diverse sedi coinvolte, che nel loro interno conservano opere inamovibili, oltre ad essere luoghi ricchi di significato e intrisi di bellezza, dal Palazzo dei Consoli, al Museo Diocesano e infine al Palazzo Ducale, tre dunque gli enti dal Comune, allo Stato, alla Curia. Dal passato prendono avvio anche operazioni attuali, poiché ‘l’intelligenza delle mani’ passa di testimone, con l’operazione di rifacimento delle pagine di Corali miniati, condotta da ‘Arte Libro unaluna’ con gli studenti del Polo Liceale ‘G. Mazzatinti’, perché solo alimentando il presente si fa vivere il passato». Il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha espresso la massima soddisfazione per «un’operazione che ci vede in prima linea insieme agli altri promotori. Mi compiaccio che l’arte sacra sia preponderante ma in realtà il linguaggio è universale e parla a tutta l’umanità. L’intera città è un museo a cielo aperto, concepito come un ‘unicum’ ». Il direttore del Polo Museale dell'Umbria Marco Pierini ha parlato di coinvolgimento di tutta la regione e del fascino di esposizioni che pure di grande rigore scientifico, sono aperte alla godibilità di tutti gli appassionati. Alberto Rossetti, direttore di ‘Civita’, organismo nazionale che cura l’organizzazione, ha parlato di straordinaria cooperazione tra soggetti e istituzione che ha portato alla scelta del bigletto unico per le tre mostre: « Esemplare anche la capacità di intercettare piccole sponsorizzazioni che hanno permesso il restauro di tante opere e hanno contribuito al coivolgimento attivo della comunità ». Per i sostenitori economici ha parlato, infine, il presidente della BCC Umbria ? Banca Credito Cooperativo Palmiro Giovagnola, che a sua volta ha ringraziato gli organizzatori per la bella opportunità e si è dichiaratato onorato di far parte del gruppo dei sostenitori. Curata da Giordana Benazzi, Elvio Lunghi ed Enrica Neri Lusanna, la mostra mette in scena dipinti su tavola, sculture, manoscritti miniati che delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di grandi artisti come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro Espressionista di Santa Chiara ovvero Palmerino di Guido, “Guiduccio Palmerucci”, Mello da Gubbio e il Maestro di Figline: tutti artisti che operarono proprio al tempo di Giotto. Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, viene oggi identificato in uno dei protagonisti della cosiddetta “Maniera Greca”, da Giunta Pisano a Cimabue. Palmerino fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi, e con lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, per poi tornare a Gubbio e affrescare la chiesa dei frati Minori e altri edifici della città. In occasione della mostra, sono stati restaurati dipinti nascosti dalla polvere dei secoli, riconsegnando opere disperse nel corso della storia, riunendo quadri degli stessi pittori eugubini destinati ad altre città dell'Umbria, chiamando importanti prestiti dall’estero, fra i quali si segnala uno straordinario polittico del Maestro di Figline che si può ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari che ne hanno concesso il prestito. Lungo il percorso della mostra si potranno calcare le impronte degli uomini e delle donne di quel tempo antico, per vedere dalla stessa prospettiva e intendere con lo stesso gusto un'arte civica e religiosa insieme. Per ulteriori informazioni www.gubbioaltempodigiotto.it

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