Il Maggio ricorda il grande ceramista inglese e caro amico Alan Caiger-Smith

23 Settembre 2020

Il 21 febbraio, qualche giorno dopo il suo novantesimo compleanno, è mancato alla famiglia, agli amici e al mondo il grande ceramista inglese Alan Caiger?Smith, promotore e ispiratore della rinascita della maiolica a smal¬to stannifero e del lustro nel mondo anglofono. In Italia, nonostante il fatto che fu ono¬rato con premi per la ceramica a Faenza già nel 1970 e nel 1971, Caiger?Smith si sentiva particolarmente a casa in Umbria, il cuore della produzione del lustro rinascimentale. Collaborava con Maurizio Tittarelli Rubboli a Gualdo Tadino e con Giulio Busti di Deruta, ma soprattutto amava Gubbio. Nel 2008 fu allestita a Gubbio una bella mostra, Omaggio ad Alan Caiger?Smith, maestro del lustro, con opere di nove ceramisti umbri ed un tributo ad Alan Peascod, organizzata da Ettore Sannipoli7. Durante varie visite felici a Gubbio, Caiger?Smith collaborava con il ceramista eugubino Giampietro Rampini (fig. 2). In una lettera di condoglianze scritta dopo la morte di Caiger?Smith, Rampini lo ricorda con affetto: “Alan era un artista di raffinato e pregiatissimo talento e l’attenzione e l’attaccamento per Gubbio, la terra di Mastro Giorgio Andreoli, lo ha fatto diventare quasi un figlio di questa città. Qui ha trovato amici ed estimatori, non solo perchè era un grande artista della maiolica, ma perchè aveva doti caratteriali che lo rendevano simile alla gente di qui, gli `Eugubini’. La sua giovialità, gioia e senso di humour lo avevano fatto benvolere da molta gente, anche da quelli non coinvolti nel mondo dell’arte.” Difatti l’ultimo libro di Caiger?Smith era una serie di schizzi poetici sulla ceramica umbra e lo spirito umbro, I tempi e le stagioni. Scritti umbri (2012). Per Caiger?Smith l’arte della ceramica, e del lustro in maniera particolare, aveva una qualità trascendentale, quasi mistica. In una conferenza tenutasi a Londra nel 2004, disse: “Mi è sempre sembrato meraviglioso e straordinario che il lustro coinvolga precisamente i sette metalli che gli alchimisti conside¬ravano essere manifestazioni delle intelligenze celesti: piombo da Saturno, ferro da Marte, rame da Venere, mercurio da Mercurio, stagno da Giove, ar¬gento dalla Luna. Poche persone pensano più in questo modo, ma la produ¬zione del lustro sembra certamente una trasformazione alchemica del metallo in oro. I materiali con cui si lavora sono di colore grigio o brunastro. Il fuoco riducente è come un drago che sputa fumo nero. Senti che tutto nel forno viene distrutto. E poi, se il fuoco è buono, lo sfregamento rivela la trasforma¬zione … L’oro, che rappresenta il sole, era la realizzazione dei processi alche¬mici. Il simbolismo della luce riflessa del sole era implicito e talvolta esplicito nel lustro islamico e nella poesia sufi come invocazione della suprema fonte di vita … Nei negozi, nelle gallerie e nelle case d’asta, il lustro può apparire come un prodotto commerciale o come un investimento, ma sarebbe un pec¬cato lasciare che il commercio oscuri ciò che il lustro, nel suo significato più profondo, cerca di fare.” FOTO: Alan Caiger?Smith al lavoro nella bottega del suo amico Giampietro Rampini a Gubbio, 2005. Ph: Francesco Rampini.

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